Pensieri di penna – LA NAUTICA E IL SENSO
“La psiconevrosi è, in ultima analisi, una sofferenza della psiche che non ha trovato il proprio senso”. Carl G. Jung Il fatto che mi sia venuta in mente questa citazione apparentemente estranea al mondo della nautica, mi ha fatto riflettere, per trovare il filo di Arianna e dare spiegazione a questa lampadina che mi si è accesa, da qualche settimana a questa parte. Forse tutto parte dal mio disinteresse verso i nuovi progetti da diporto, cosa che inconsciamente mi ha un po’ allarmato. E allora mi si sono presentate altre considerazioni di filosofi e psicanalisti illustri, inerenti il modo di operare della mente umana. Ad esempio, quando siamo oppressi, o anche semplicemente insoddisfatti, tendiamo a disinteressarci di questo stato e di ciò che presumibilmente può causare questa insoddisfazione, perché l’insoddisfazione, di per sé, scatena un meccanismo autodifensivo della mente che conduce alla distrazione. Ho tirato le somme, ed ho capito che la mia mente si è voluta distrarre dalla nautica attuale. Se la causa sia insoddisfazione o semplice disinteresse, poco importa, perché abbiamo capito che l’una può benissimo essere causa dell’altra. E allora il cerchio si chiude, per lo meno nella mia interpretazione di pensiero, con la citazione di apertura di Jung. Io mi distraggo dalla nautica attuale, perché mi difendo da una crisi di senso di ciò che vedo. La mente umana è disposta a sopportare emozioni positive ed anche molto negative, ma solo se ne scorge un senso. I progetti partoriti al ciclostilo, semplicemente montando in modi diversi stilemi frutto dell’onda irrazionale del momento (per me senza alcuna ispirazione più elevata) mi ricordano un po’ gli scritti generati da Chat GPT, che sono senza moto creativo, senza una novità che ti porta a dire: “wow!”, a restare sorpreso. O meglio, il senso di sorpresa talvolta c’è, ma vira…









