Strumentazione di bordo: Humminbird Helix 9 G3N

Non sono solito parlare di elettronica di ausilio alla navigazione in quanto non propriamente avvezzo ad inseguire pedissequamente gli ultimi ritrovati tecnologici in generale. Il mio smartphone è un vecchio iPhone SE che, dopotutto, fa ancora egregiamente il suo lavoro, per quelle che sono le mie esigenze. A proposito di esigenze, lo strumento che ho appena fatto installare a bordo del Seaswirl 2101 è forse troppo per le mie skills…  ma anche per la mia pazienza nello smanettamento di settaggi ed impostazioni varie! La mia scelta è caduta su  un Humminbird Helix 9 G3N con chirp sonar e cartografia Navionics+ Devo dire che il display sembra blindato: tenerlo in mano è dura (pesa quasi quattro chilogrammi!), così com’è incredibilmente pesante e ben fatta la cover del display, dotata di due apposite nervature frontali indispensabili per la rimozione. La tastiera è davvero solida, all’insegna del “made in USA”, con tasti fisici gommati per un grip ottimale, dotati di retroilluminazione. I pomelli per l’orientamento del display e la rimozione dalla staffa sono facilmente impugnabili, sebbene un po’ piccoli per chi ha le dita un po’ spesse come le mie. Premetto che non ho ancora testato le reali potenzialità del trasduttore sonar di Humminbird, che  però è considerata il “nemico da battere” nell’ambiente dei trasduttori per fishfinder. Per la verità Humminbird è leader in U.S.A. del settore delle acque dolci, dove addirittura ha il monopolio dell’interfacciamento con i motori elettrici da traina ed ancoraggio dinamico (vedasi Minn Kota e la joint-venture con Humminbird stessa) La larghezza dell’intero strumento sfiora i trenta centimetri, per cui se si dispone di spazio limitato in consolle da destinare alla strumentazione di bordo, si dovrà far calzare al meglio il display, così come ho fatto io: Un grosso vantaggio che noto rispetto alle connessioni degli strumenti di gran parte…

Leggi ora

Sicurezza in mare: l’articolo su Pesca in Mare di agosto 2020

Cari amici, come ormai di consueto, anche nel numero di Agosto 2020 è presente il mio contributo alla rivista cartacea Pesca in Mare. Nella rubrica Pesca&Nautica, questo mese parlo di: VACANZE A BORDO… IN SICUREZZA! Qualora vi foste persi il numero di Pesca in Mare di Agosto 2020, vi rimetto il file pdf consultabile gratuitamente cliccando qui sotto: SCARICA QUI L’INTERO ARTICOLO   Non dimenticate di leggere il libro Fisherman Americani – il Libro delle Barche per la Pesca Sportiva, l’unico libro con consulenza telefonica inclusa! Da oggi, inoltre, la guida sintetica La Barca da Pesca Perfetta è disponibile anche in versione cartacea! (CLICCA QUI) A presto e Buon Mare, Benedetto Rutigliano Autore di Fisherman Americani (anche eBook) Autore di “Le 11 buone ragioni per NON comprare una barca (ed una per farlo)” Autore di “La Barca da Pesca Perfetta- Guida sintetica” eBook Scrittore per la rivista Pesca in Mare FISHERMANAMERICANI Podcast


Conformità e certificazione CE della nostra barca, in pillole.

Il nuovo codice della nautica da diporto, ormai in vigore da più di due anni, ha cambiato le carte in tavola per molte barche usate.    L’entrata in vigore della nuova disciplina, infatti, ha reso più netto e definitivo il confine tra “conformità” e “certificazione”.   Qual è la differenza tra i due termini, dal punto di vista pratico?   Una barca si intende CONFORME alle normative CE se il cantiere costruttore l’abbia prodotto rispettando i canoni della normativa comunitaria. In tal senso, dunque, una barca conforme alle normative CE (EC compliant) ha un cd.   Certificato CE del tipo   rilasciato da determinati Enti sovranazionali all’uopo preposti.   ATTENZIONE!  Il fatto che la barca sia conforme non significa automaticamente che la stessa sia anche provvista di certificato CE!   Anzi, almeno il cinquanta percento delle barche con più di quindici anni di vita circolanti nei mari europei non hanno il certificato CE.   La lettera del nuovo codice della nautica da diporto impone di essere provvisti del certificato CE della propria imbarcazione, a pena di non poterla utilizzare oltre le sei miglia dalla costa.   La non certificazione di una barca comporta: 1. Una sicura svalutazione sul mercato dell’usato; 2. La fondata possibilità di incorrere in sanzioni amministrative e penali in caso di sinistri in mare; 3. Controversie di carattere assicurativo. Ogni caso presenta particolarità che portano ad intervenire in modalità differenti e più o meno onerose, per tale ragione ti invito a contattarmi per una consulenza telefonica per parlarne e capire insieme come risolvere questa problematica, sia essa legata alla tua attuale barca piuttosto che ad un fisherman al quale sei interessato. CLICCA QUI PER OTTENERE IL TICKET CONSULENZA TELEFONICA   A presto e Buon Mare, Benedetto Rutigliano Autore di Fisherman Americani (anche eBook) Autore di “Le 11 buone ragioni…


Assetto e fisherman: alcune considerazioni

Nell’ideale collettivo il fisherman americano naviga con il “naso all’insù”… Questo argomento viene puntualmente affrontato nel libro Fisherman Americani, in cui si spiegano le ragioni di tale peculiare comportamento degli scafi nati per la pesca d’altura. L’assetto tipicamente appoppato è da molti criticato, ma apprezzato da chi sa cosa significhi ingavonarsi in condizioni marine avverse. Il disagio maggiore, su taluni fisherman, è dato dalla sensazione di non poter vedere bene l’orizzonte soprattutto per chi è di statura medio-bassa. Non a caso, i ponti di guida di molti fisherman d’oltreoceano presentano una ulteriore piattaforma rialzata sulla quale è posizionata la poltrona di comando che, appunto, conferisce un certo “vantaggio” allo skipper quanto a visibilità. Ma l’appoppamento di un Fisherman è un effetto voluto, quando ben progettato. La funzione dell’appoppamento è principalmente quella di “superare l’onda” quando si naviga con il mare di prua o al mascone. Ciò comporta che gran parte dell’acqua si infrangerà contro il mascone o contro il dritto di prua, proprio laddove dovrebbe infrangersi. Ciò che accade, invece, su barche con assetto neutro (inclinazione di zero gradi a velocità di crociera) è la predisposizione all’ingavonamento in condizioni meteomarine impegnative, o comunque ad essere “bagnata”. A proposito di carene asciutte e bagnate, Ti consiglio di leggere QUESTO ARTICOLO per ulteriore approfondimento. Una barca bagnata può esserlo per vari motivi: per linee di carena che non deflettono a dovere l’acqua, per ginocchi non particolarmente pronunciati che non riescono a rovesciare l’acqua o per masconi con svasatura insufficiente od assente. Quando a ciò si aggiunge un assetto neutro, che il più delle volte per natura tende all’appruamento con l’aumentare della velocità per effetto propulsivo, ecco che facilmente gli spruzzi bagneranno il ponte di prua ed il parabrezza. Per ulteriori approfondimenti sul tema, Ti invito a leggere Fisherman Americani: il Libro delle Barche per la Pesca Sportiva….


Hatteras 50 Convertible : lo yacht da pesca – PARTE II

Segue da QUI. Ma le peculiarità dell’Hatteras 50 Convertible non si limitano alla sua “sana e robusta costituzione”, ma entrano anche sottocoperta… Prima di accedere ai volumi interni, però, mi soffermerei su quel pozzetto nato per il pescatore sportivo: le murate alte quanto basta per garantire sicurezza durante il combattimento, anche con mare mosso; le falchette larghe e sicure -sono dotate di diamantatura antisdrucciolo a beneficio di chi ormeggi alla francese ed acceda a bordo tramite le stesse- consentono di installare una molteplicità di accessori come, ad esempio: portacanne ad incasso aggiuntivi a quelli già di serie; bitte ausiliarie per parabordi e traversine di rinforzo; supporti per eventuali tendalini parasole; flange per downriggers e chi più ne ha, più ne metta. Le vasche per il pescato a pagliolo sono amplissime e supercoibentate: provate ad estrarne una e vi sentirete dei piccoli powerlifter… La vasca per il vivo con ricircolo è, su questo modello, posizionata accanto al mobile di preparazione delle esche in stampata a ridosso della porta per il quadrato: trattasi dello stesso mobile che cela l’ingresso principale alla sala macchine. Varcata finalmente la porta a vetri scorrevole del salone, ci troviamo dinanzi ad un’area ampia, sobria ed insospettabilmente illuminata: le due grandi finestrature laterali ad occhio con cristalli fume (rigorosamente fisse) garantiscono il giusto mix tra privacy ed illuminazione naturale. Due grandi divani ad L contrapposti ospitano comodamente fino a dodici persone e, nel caso la barca venga usata da una compagnia agguerrita per una battuta di pesca di più giorni, possono essere utilizzati come cuccette aggiuntive data l’estrema comodità delle imbottiture e l’ampiezza delle sedute. Uno dei due divani è contrapposto alla cucina, superattrezzata, ed è dotato di tavolo per essere utilizzata come dinette da pranzo. La cucina è a penisola con configurazione a C, essendo addossata alla…


Hatteras 50 Convertible: lo yacht da pesca – PARTE I

Questo è un articolo da leggere con attenzione: per tale motivo sarà suddiviso in due parti. Hatteras Yachts ritorna tra gli articoli di FISHERMAN AMERICANI, stavolta con un suo best seller: Hatteras 50 Convertible Il modello è dei più longevi di casa Hatteras, tant’è che lo troviamo per la prima volta a catalogo nel lontano 1980, e via via lo abbiamo visto evolversi nelle motorizzazioni e negli allestimenti sottocoperta, per renderla sempre più flessibile anche per i diportisti meno avvezzi a canne e mulinelli e più inclini alla crociera. E questa barca può davvero portarvi molto, molto lontano, complici le generose riserve di carburante e di acqua dolce, da un lato; una carena leggendaria, dall’altro. Il design è quello iconico di Hatteras: la grande finestratura ad occhio, che sembra quasi tagliato con l’accetta, enfatizza il cavallino montante ed allo stesso tempo slancia ed alleggerisce la visuale  della sovrastruttura del quadrato, sopra il quale si erge il flybridge. Le prese d’aria sembrano quasi mordere la fiancata, a presagire la poderosa motorizzazione che questo scafo richiede: l’esemplare oggetto di questo articolo monta una coppia di Caterpillar C18 da 1015cv ciascuno, che garantiscono prestazioni importanti: 26 nodi di crociera continuativa con pieno di carburante e liquidi; 31 nodi di velocità di punta. Ma chi si interessa ad Hatteras interpreta il termine “prestazioni” nel senso più marino del termine: affrontare condizioni meteomarine impegnative a bordo di un Hatteras 50 Convertible può diventare una esperienza totalizzante per un appassionato di fisherman americani! Gli spessori delle stratificazioni dello scafo sono impressionanti: le sezioni dell’opera viva sono di 25,4 mm di vetroresina multiassiale stratificata a mano (laminato pieno). Ogni elemento a bordo di Hatteras 50 Convertible è monolitico e solidale allo scafo: a partire dalle ferramente di bordo ausiliarie come battagliole e tientibene, che vengono fazzolettati internamente…


Center console: l’evoluzione firmata Regal

Da anni ormai assistiamo al fenomeno del gigantismo dei center console, con proposte di serie che arrivano e sforano i sessantacinque piedi (vedi HCB Estrella 65). Tuttavia, a patto di non salire a bordo di questi veri e propri panfili, l’abitabilità sottocoperta è sempre scarsa o quantomeno non proporzionata alla stazza di tali scafi, proprio perché continuano a rispettare i dettami del center console classico. Oggi la novità che a mio parere lascerà il segno, anche nei listini di molti altri cantieri costruttori, viene da un brand che nulla ha mai avuto a che fare con il mondo dei fisherman: oggi vi scrivo di Regal e del suo nuovo 38 SAV Regal Marine Industries è un cantiere americano di quarantennale esperienza nel campo del day & coastal crusing, ma mai prima di oggi lo avevamo visto impegnato in mezzi “sportfishing friendly”. Il nuovo 38 SAV riunisce diverse peculiarità in una unica imbarcazione: Attitudine alla pesca sportiva; Predisposizione ad attività di diving; Abitabilità da day cruiser; Vivibilità della coperta prodiera paragonabile ai grandi dual console. Gli scettici troveranno questo mix poco lucido da parte di un cantiere che, invece, ha secondo me colto nel segno: andare incontro a coloro che, pur desiderando la possibilità di pernottare a bordo, amano la godibilità dei layout aperti poiché utilizzano la barca prettamente durante le stagioni calde. Analizzando la barca a cominciare da estrema poppa, si nota la conformazione con bracket integrato, affiancato ai lati esterni da due plancette di poppa, ognuna delle quali è servita da un varco utile per salpare prede, per l’imbarco e sbarco di equipaggio e provviste, ma anche per il fissaggio di una eventuale passerella. entrambe le plancette sporgono quasi a filo delle calandre dei tre Yamaha F300, consentendo la gestione delle ultime fasi del combattimento senza pericolo di stuccare le…


Questione di grip: l’articolo su Pesca in Mare di giugno

Cari amici, come ormai di consueto, anche nel numero di Giugno 2020 è presente il mio contributo alla rivista cartacea Pesca in Mare. Nella rubrica Pesca&Nautica, questo mese parlo di: QUESTIONE DI GRIP: MATERIALI PER IL PAGLIOLO DELLA BARCA Qualora vi foste persi il numero di Pesca in Mare di Giugno 2020, vi rimetto il file pdf consultabile gratuitamente cliccando qui sotto: SCARICA QUI L’INTERO ARTICOLO   Non dimenticate di leggere il libro Fisherman Americani – il Libro delle Barche per la Pesca Sportiva, l’unico libro con consulenza inclusa! Da oggi il libro è disponibile anche in versione eBook A presto e Buon Mare, Benedetto Rutigliano Autore di Fisherman Americani (anche eBook) Autore di “Le 11 buone ragioni per NON comprare una barca (ed una per farlo)” Autore di “La Barca da Pesca Perfetta- Guida sintetica” eBook Scrittore per la rivista Pesca in Mare FISHERMANAMERICANI Podcast


Robalo R302: il pezzo forte è sott’acqua

In molti conosciamo questo storico marchio di fisherman americani, attivo da oltre cinquant’anni nella produzione di barche da pesca dalle caratteristiche tecniche di pregio. Dal momento in cui il marchio è passato sotto l’egida Chaparral le linee dei suoi scafi hanno subito un aggiornamento ai canoni estetici più moderni, a cominciare da estrema poppa, dove ogni modello è dotato del caratteristico cd “eurotransom” in luogo della poppa aperta od occasionalmente del bracket, soluzioni adottate ab origine sui primi modelli Robalo. In questo articolo parlo del Robalo R302, un center console generoso sia in dimensioni che in equipaggiamento, adatto alla pesca sportiva ma ben adattabile alla crociera giornaliera estiva con la famiglia. Il Robalo R302 spicca per l’aspetto armonioso ma robusto delle raccordature tra console e coperta, per la presenza non eccessivamente accentuata ma comunque evidente del cavallino rovescio, da sempre elemento distintivo del fisherman d’oltreoceano, nonché di una seduta di guida ampia ed ambivalente: dalla parte opposta, infatti, è possibile attrezzarla opzionalmente come bait-prep station, ma il suo design standard prevede un divano mezzanino che può essere utilizzato come seduta conviviale, disponendo un tavolo in pozzetto, in quanto tale seduta è perfettamente contrapposta alla panca poppiera abbattibile. La zona prodiera potrebbe essere  scambiata con quella di un dual console, se solo l’osservatore non si voltasse a guardare verso poppa: un grande divano ad U è incastonato nella stampata di prora, celando vani di stivaggio per canne ed attrezzature da far invidia ad una barca ben più grande. I cuscini per le ginocchia (bolsters) si sviluppano lungo l’intero perimetro interno, per cui anche sporgersi verso il gavone portacatene in fase di ancoraggio non comporta di dover appoggiare il torace su superfici dure. Non solo: un set di cuscinerie completa la zona a formare una grande superficie prendisole: Fattore secondario su un…


Come acquistare un fisherman usato in Italia

Nei miei articoli mi occupo quasi sempre di tecnica e molto poco di mercato. In questo nuovo articolo voglio fare qualche considerazione su un mercato che può offrire ottime occasioni, ma solo se affrontato con esperienza ed oculatezza. Il mercato dell’usato nautico italiano non è dei più semplici per chi acquista, per due fondamentali motivi: L’importazione di fisherman americani nuovi è praticamente fermo da circa dieci anni, complici un tasso di cambio Eur/Usd sfavorevole, nonché i contingenti dazi aggiuntivi all’importazione di prodotti USA in Europa; Per il motivo suindicato, le barche da pesca statunitensi in vendita in Italia sono spesso già passate di mano più di una volta. Cosa c’è di male nell’acquistare una barca con più di un proprietario precedente? Assolutamente nulla. Io stesso ne ho acquistate ed usate per anni con grande soddisfazione, e ne parlo più volte nel mio libro Fisherman Americani. Per mia deformazione professionale, tuttavia, tendo sempre a cercare di ricostruire con la maggior meticolosità possibile il passato di una barca, prima di acquistarla o farla acquistare ad un mio cliente. Qui entra in gioco il fattore “proprietari precedenti”: più ce ne sono, più difficile ed articolato sarà ricostruire a ritroso la storia della barca. Considerando anche che, spesso, la documentazione a supporto di ciò che il proprietario corrente ci racconta sulla barca è lacunosa quando non assente del tutto, è ben comprensibile come la scelta debba esser fatta con i piedi di piombo. Per i motivi suddetti, il mercato delle imbarcazioni usate in Italia (parlo di questo perché lo conosco meglio di altri mercati) va affrontato con: Passione Prudenza Obiettività –> Se viene meno la passione, si finisce per acquistare una barca senza anima, che non sentirete mai vostra, sulla quale vi arrovellerete nel cercare di adattarla alle vostre esigenze. Quanto sto per dire…