Indietro tutta!
Quando si pesca in altura, può capitarci di dover effettuare manovre repentine per non perdere il pesce in canna, soprattutto se peschiamo con attrezzature a basso libbraggio e temiamo l’ overtest della lenza. In tali casi, può essere necessario accompagnare il pesce durante le sue fughe, ed il più delle volte tali manovre vengono effettuate a marcia indietro. Se, da un lato, i nostri mari non sono popolati da rostrati superveloci come pesci vela o wahoo, dall’altro l’attitudine della nostra barca a gestire le manovre in retromarcia è fondamentale in condizioni di mare mosso. Alle volte, anche procedere a 2-3 nodi macchine indietro, con mare di poppa, può voler dire allagare il pozzetto. Questo, pertanto, dovrà avere un impianto di auto-vuotamento efficace ed in grado di sgomberare il calpestio dall’acqua imbarcata in pochissimi secondi. Proprio perché la barca da pesca è, per sua missione, soggetta a situazioni di tale fatta, gli impianti ed i cablaggi che la attraversano dovranno essere ermetici il più possibile, pena beghe elettriche ed elettroniche a bordo nei tempi a venire. Per esempio, un accorgimento adottato dai cantieri più “scafati” è quello di non creare giunzioni di cablaggi nella parte sottostante il calpestio del pozzetto e nei pressi di altre zone soggette a potenziale infiltrazione. In poche parole, dove è possibile il passaggio seppur occasionale di acqua salata, è bene che i cablaggi siano interi, posizionando le eventuali giunzioni e connessioni in aree protette in zona guida o in cabina, o comunque ALL’ASCIUTTO. Questo metodo di realizzazione degli impianti conferisce due fondamentali vantaggi: Tutti i contatti saranno raccolti in una zona ben determinata, a vantaggio della rapidità di intervento; Essi saranno al riparo da infiltrazioni d’acqua di mare e dall’umidità. Per tale motivo rimarco continuamente la raccomandazione di evidenziare eventuali applicazioni od installazioni posticce, quando si va…









