Stuart 27, l’instant classic dei center console
E’ bello scoprire che, al di là dei marchi più blasonati, nel mercato persistano piccole, talvolta piccolissime realtà a conduzione artigianale, che si dividono quella fascia di clienti non soddisfatti del prodotto industriale. Questo non necessariamente significa barche estremamente costose, come nel caso di Stuart Boatworks, che si impegna a produrre barche di qualità, ascoltando in toto tutte le necessità e volontà dell’armatore in fase di progettazione della coperta ed allestimento. Stuart 27 CC è una barca snella, ben fatta, sobria, dalle specifiche di carena che ben si adatterebbero ad un uso mediterraneo, magari accoppiata a due fuoribordo di media potenza. Sì, perché questa barca è progettata per planare con un solo motore di 150HP… sì, avete capito bene: il cantiere sostiene che, sollevando il secondo motore, a questo scafo siano sufficienti 150HP per planare e tenere velocità dai 20 ai 28 nodi. Lo schema di sezione delle carene Stuart, come riportato sul sito web del cantiere. Lo specchio di poppa è in grado di supportare fino alla bellezza di 600HP, e misura quasi 30 piedi fuori tutto, per 2.65 metri di larghezza (già, non è carrellabile). Come si evince dallo schema sopra riportato, la carena riprende i canoni degli scafi tradizionali in legno, con completa assenza di pattini di sostentamento, dei lifting strakes appena accennati con ginocchio arrotondato. In più, una piccola controchiglia nasce sul dritto di prora per accentuarsi man mano che si procede verso poppa. Questa conferisce direzionalità allo scafo anche a medie andature e con mare mosso, attutendo al contempo il rollio. E’ davvero difficile confondere lo Stuart 27 con altri center console di pari dimensioni, se non altro per le linee che tendono a rievocare addirittura i nostri lancioni e gozzi, in certi tratti, soprattutto da mezza barca a prua estrema. Sul fronte prestazioni, questa…









