Articles by Benedetto Rutigliano

Super-fuoribordo: pro e contro, tra appeal e funzionalità

Se il mercato ci offre qualcosa, è perché glielo chiediamo. O meglio, di regola dovrebbe funzionare così. Senza voler fare digressioni di macroeconomia, ancorché provenga dal settore, il mercato figlio della odierna economia post-capitalistica utilizza algoritmi molto diversi e complessi per orientare le scelte produttive e quindi decidere quali prodotti lanciare. Oggi, a differenza di venti o più anni or sono, è il mercato stesso a generare il bisogno di un prodotto o servizio. Trasponendo l’assunto nel campo della nautica, non è affatto detto che i diportisti attendessero con ansia l’avvento sul mercato di motori fuoribordo da 600cv (vedi Seven Marine 627); tuttavia, il loro lancio ha generato il desiderio di possederli. D’accordo, il motore fuoribordo, a differenza degli entrobordo diesel, ha “generalmente” una semplicità costruttiva e manutentiva superiori, ma la realtà dei fatti, nel campo dei grandi fuoribordo (dai 400cv in su) è esattamente opposta. Il segmento delle grandi propulsioni FB, in definitiva, sfrutta il comune pensiero del “FB= meno rogne” per intortarci con prodotti altamente tecnologici (che può essere spesso un bene), ma altrettanto complessi ed elettronicamente criptati, per impedire qualsiasi tipo di intervento “in economia” e per continuare a generare un flusso di redditività a partire dal momento della vendita, per tutto il periodo in cui il diportista userà tali potentissimi gioielli. Mi si obietterà che, coloro i quali possono acquistare una barca di cinquanta piedi con quattro FB di 627cv ciascuno, non ambiscono di certo a risparmiare sulla manutenzione self-made. A costoro ribatto che, anche su barche con entrobordo da 1000 e più cavalli ciascuno, un sano controllo dei livelli e degli anodi non è affatto precluso all’ armatore, il quale, per giunta, avrà la possibilità di conoscere i propri propulsori da vicino, senza dover delegare forzatamente alla manodopera ufficiale operazioni elementari e di routine. Tutto…


Articolo su Pesca in Mare di novembre 2019

Come di consueto, vi allego il PDF del mio articolo presente nella rubrica Pesca&Nautica nel numero della rivista “Pesca in Mare” di Novembre. In questo numero parliamo dei lavori autunnali, sia per chi ala la barca dopo l’estate, sia per chi la utilizza per la pesca invernale: L’ESTATE SE NE VA, LA BARCA RESTA… Buona lettura e Buon Mare! PS: non dimenticate di leggere il libro Fisherman Americani – il Libro delle Barche per la Pesca Sportiva Benedetto Rutigliano Autore di Fisherman Americani Autore di“Le 11 buone ragioni per NON comprare una barca (ed una per farlo)” Autore di“La Barca da Pesca Perfetta- Guida sintetica” eBook Scrittore per la rivista Pesca in Mare FISHERMANAMERICANI Podcast


FISHERMAN AMERICANI: il libro!

Divincolarsi tra le mille proposte del mercato nautico non è affatto semplice. Ciò che noi cerchiamo in una barca, poi, complica ulteriormente le cose, perché abbiamo esigenze ed aspettative molto specifiche da un qualsiasi mezzo nautico sul quale intenderemmo metter piede. La nostra passione per la pesca sportiva, infatti, è la maggior discriminante nel momento in cui andiamo a selezionare e provare una imbarcazione. Dalle mie esperienze è nato un libro dedicato esclusivamente alle barche da pesca sportiva. Le esperienze che più mi hanno insegnato di questo settore sono, paradossalmente, quelle cattive, poiché sono le esperienze che restano più impresse e che pesano maggiormente, sia dal punto di vista della godibilità della barca scelta, sia da quello puramente economico. Nel libro troverete una parte prettamente didattica ed una soggettiva. Ho cercato, infatti, di racchiudere la teoria e la pratica in un volume che possa avere valenza permanente, ora ed in futuro, sia per coloro i quali si avvicinano per la prima volta al mondo dei fisherman, sia per chi, già con esperienza pregressa, voglia approfondire il suo bagaglio conoscitivo. La parte teorica è rappresentata dai capitoli in cui si parla della storia del fisherman americano, delle varie tipologie che il mercato del passato e del presente offre, delle differenti propulsioni e della loro adeguatezza alle varie tipologie di pesca sportiva. La parte pratica riguarda la mia personale esperienza in campo nautico, che può essere assimilata a quella di tutti coloro i quali hanno esordito con la propria prima barca, ed hanno vissuto le gioie e patito i dolori di scelte più o meno sbagliate. Il libro Fisherman Americani ha l’obiettivo di farvi scegliere bene. E quando, dalla lettura del libro, scaturisce la scelta giusta, mi sento di aver raggiunto un traguardo. Quello di aver dato al lettore un vantaggio tangibile:…


CLEARLINE ELECTROSEA: missione “prese a mare pulite”.

Le mani dei diportisti con una certa vocazione per il fai-da-te conoscono bene i tagli provocati dalle concrezioni che si depositano all’interno degli ombrinali di scarico sommersi della propria barca. Noi tutti sappiamo anche con quale frequenza è necessario intervenire, per non ritrovarsi a dover utilizzare utensili e modi poco gentili per rimuovere i tappi di vegetazione e depositi di varia natura dai nostri scarichi. La ditta ELECTROSEA ha lanciato un prodotto che va incontro a chi, proprietario di barche di medio-grandi dimensioni, combatte ogni mese contro le infiorescenze invadenti che crescono in ogni foro sommerso della nostra carena. CLEARLINE è un sistema composto da: Una centralina elettronica (Control Unit) che gestisce le portate delle pompe di bordo; Una ClearCell, collegata alle prese a mare. La ClearCell, quando viene a contatto con acqua di mare di ritorno, attiva un processo di ionizzazione dell’acqua stessa, tramite trasmissione di corrente elettrica a bassa tensione, unitamente alla produzione di una formula di ossidi minerali. Questo processo abbassa notevolmente il livello di cloro (principale responsabile della nascita di infiorescenze marine negli ombrinali di scarico). Il sistema CLEARLINE monitora costantemente il fabbisogno di acqua di mare (per es. di impianti di climatizzazione, di generatori, di pompe ad alta pressione, ecc…) e fornisce l’esatta quantità di cloro per evitare la formazione di denti di cane ed infiorescenze all’interno delle prese a mare. In definitiva, questo sistema va incontro all’esigenza di salvaguardare l’ambiente, poiché vi eviterà di utilizzare acidi aggressivi e tossici per l’ambiente marino (e per voi stessi) per lottare contro la prorompenza della vita marina. Per maggiori informazioni su questo prodotto e per sapere il modello più adatto alle dimensioni della Vs barca, scrivete a info@fishermanamericani.com Benedetto Rutigliano Autore di Fisherman Americani Autore di“Le 11 buone ragioni per NON comprare una barca (ed una per…


Quanto pesano i fermi barca invernali?

Di solito chi utilizza la propria barca prettamente per la pesca sportiva, predilige le stagioni più fredde, per diversi ordini di ragioni: D’inverno è più difficile trovare “traffico” sugli hotspot più gettonati; L’alternanza di perturbazioni e mari calmi durante le stagioni fredde favoriscono gli incontri con grandi predatori anche su batimetriche molto basse; Il numero limitato di ore di luce consente di sfruttare il tramonto, momento “magico” per insidiare i predatori dei bassifondi, anche quando non si ha a disposizione tutta la giornata. C’è un’alea, però, completamente fuori dal nostro controllo: l’andamento della stagione meteorologica. Quando le perturbazioni si susseguono a ruota per un mese e più, è inevitabile dover lasciare la barca all’ormeggio, e questo comporta spesso sorprese poco gradite, soprattutto se si pensa alle spese sostenute ad inizio stagione per rimetterla in ordine. Come evitare che le batterie ci mollino, che il termostato rimanga bloccato, che gli ombrinali di scarico non si intasino, che i tendalini si corrodano per le deiezioni dei gabbiani (VEDI ARTICOLO DEDICATO), ed altre rogne varie ed eventuali? Una ricetta infallibile e “comoda” non c’è, dal momento che: La semplice messa in moto con barca all’ormeggio può aiutare i motori a benzina, ma oltre un certo limite di avvii può essere, al contrario, deleterio per i diesel; Gli ombrinali di scarico sotto la linea di galleggiamento si manutengono con semplice e duro olio di gomito, raschiandoli aiutandosi con spazzole e lamine; Le batterie sono sensibili agli sbalzi termici e di umidità, considerando anche che non sempre sarà possibile tenere il cavo di banchina collegato, proprio a causa del movimento della barca all’ormeggio se di stanza in un porto sensibile a determinati venti e moti ondosi. Tutto ciò ha sicuramente un costo in termini di mancato godimento della propria barca, innanzitutto. Poniamo il caso che la…


WORLD PREMIERE: RCAT 38 Kingfisher

Con questo articolo mi pregio presentare in anteprima mondiale un progetto di penna italiana, di manifattura orientale. Riviera Boat Industrial Inv. Co. è un’azienda attiva nella produzione di imbarcazioni da diporto, da lavoro e di yachts da circa quarant’anni, con sede negli Emirati Arabi Uniti. Stavolta il cantiere si accinge a presentare un fisherman con scafo a catamarano, che promette grandi numeri, in termini di performance comfort di bordo. Il modello di cui oggi vi parlo è il RCAT 38 KINGFISHER Il cantiere ha avviato il progetto di questa imbarcazione con il preciso intento di ottenere una piattaforma fruibile per le varie esigenze dell’armatore. Infatti, il layout di coperta ed il suo armamento sono customizzabili per ogni singolo esemplare. In più -ed è ciò che più ci interessa- è prevista una versione “sportfisherman”, con tanto di torre, vasche del pescato aggiuntive a pagliolo (fino a 6 gavoni coibentati con drenaggio fuoribordo) e due side doors con murata abbattibile, che di fatto creano, da un lato, una estensione del calpestio del pozzetto in larghezza; dall’altro, si avranno due ampi varchi per poter salpare o taggare le prede tenendo le lenze lontano dai fuoribordo che, giocoforza, per ragioni  di architettura dello scafo e di efficienza propulsiva, saranno ben distanti dalla sponda dello specchio di poppa. Il pozzetto, tra l’altro, presenta un mezzanino con seduta orientata verso poppa, retaggio questo dei grandi sportfisherman di scuola americana, atto a consentire ad eventuali ospiti che non partecipino attivamente alle operazioni di pesca, di assistervi comodamente. Ovviamente non manca una nutrita schiera di portacanne a falchetta orientati, così come i portacanne a riposo di tipo “rocket-launcher” all’estremità poppiera della palpebra del T-Top. Inoltre, questo divano, che può accogliere comodamente quattro persone, può essere asservito ad un tavolo da posizionare sul calpestio del pozzetto stesso, per uso…


Perché la metà dei diportisti abbandona la nautica?

Argomento trito e ritrito, scelgo in questa sede di riaffrontarlo sotto altri punti di vista, poiché sempre più spesso mi capita di dover rispondere ad interrogativi di chi desidererebbe acquistare una barca, che mi fanno intendere quanto ci sia ancora da fare e da OFFRIRE, nel settore della consulenza nautica, per far sì che a tanti aspiranti diportisti non resti che un cattivo ricordo della loro esperienza nautica, dopo averla definitivamente archiviata. E sarebbe un vero peccato, visto che viviamo nel quattordicesimo Paese, su scala mondiale, per estensione delle coste, su un totale di centonovantasette. Inoltre -e chi naviga già da anni può confermarvelo- il Bel Paese è ancora più bello se visitato via mare… Tornando al tema di questo articolo, le consuetudini del nostro quotidiano vivere ci inducono ad associare ed assimilare auto, moto ed imbarcazioni. Come se fossero tre oggetti che rispondano alla stessa, identica esigenza. Tale associazione è la principale responsabile della prima scelta, quasi sempre errata, che scoraggia la maggioranza dei diportisti di “primo pelo”, al punto da condurli alla vendita della loro prima ed unica barca. Scegliamo, però, l’auto per ragioni estetiche, ma anche funzionali. Scegliamo invece la moto per ragioni prettamente emotive ed istintuali, poiché si tratta di un veicolo di uso ricreativo, fatta salva quella marginale quota di motociclisti che usano la propria due-ruote nel quotidiano. E la barca? La barca nasce come IDEA. L’idea di evasione dalla terraferma, di esplorazione e ritorno ad un ambiente che l’uomo ormai ha quasi dimenticato appartenergli e provenire.  Non si può pensare di applicare gli stessi meccanismi selettivi e decisionali quando ci si appresta ad acquistare la propria prima (od anche la seconda…) barca. Nella nautica è alto il rischio che fattori residuali (come l’estetica e la completezza di allestimento quanto a comfort ed amenità varie)…


Articolo su Pesca in Mare di Ottobre 2019

Come di consueto, vi allego il PDF del mio articolo presente nella rubrica Pesca&Nautica nel numero della rivista “Pesca in Mare” di Ottobre. In questo numero l’argomento è inequivocabile: IL FISHERMAN DEI DESIDERI Accanto alle linee guida che definiscono e distinguono un vero fisherman da una semplice barca da diporto, passiamo stavolta in rassegna le principali novità del Salone Nautico di Genova, quanto a barche da pesca sportiva. Buona lettura e Buon Mare! PS: non dimenticate di leggere il libro Fisherman Americani – il Libro delle Barche per la Pesca Sportiva Benedetto Rutigliano Autore di Fisherman Americani Autore di“Le 11 buone ragioni per NON comprare una barca (ed una per farlo)” Autore di“La Barca da Pesca Perfetta- Guida sintetica” eBook Scrittore per la rivista Pesca in Mare FISHERMANAMERICANI Podcast


Libri da leggere: Modern Sportfishing Boats

Prima ancora di scrivere i libri “Fisherman Americani” e “Le 11 Buone Ragioni”  ignoravo completamente che esistesse un testo che racchiudesse tutti i canoni, le linee guida ed addirittura i modelli di barche da pesca all’epoca prodotti e commercializzati. Il libro oggetto di questa breve recensione è stato scritto nel lontano 1981 da Frank T. Moss, già autore di altre pubblicazioni in tema di pesca sportiva, nonché collaboratore presso eminenti riviste di nautica statunitensi per oltre quaranta anni. Il testo che qui mi pregio di presentare e commentare sentitola “Modern Sportfishing Boats” Si presenta con copertina rigida e controcopertina flessibile illustrata a colori, ha un formato importante (cm 26×18) dunque non è esattamente indicato per poterselo portare a spasso, visto il peso di carta, di rilegatura, dorsi e copertina. Le illustrazioni interne, invece, sono in bianco e nero. Passando ai contenuti, l’indice offre principalmente quattro sezioni tematiche. La prima, inerente la storia delle barche da pesca, un capitolo riguardante le discipline di pesca praticabili con l’ausilio di una barca attrezzata ed uno che traccia i criteri con i quali dovrebbero essere concepite e costruite delle vere “fishing  machines”. Dalla seconda parte fino alla quarta, abbiamo un vero e proprio catalogo di barche prodotte all’epoca della pubblicazione di questo testo, suddivise in tre fasce di lunghezza f.t.: Da 15 a 29 piedi; Da 31 a 50 piedi; Da 53 ad 85 piedi. Per quanto concerne la Parte I, un plauso all’autore che, forte della sua esperienza, riesce a rendere un quadro completo del mondo degli sportfisherman, implementando le restanti tre Parti (che altrimenti si presenterebbero meramente catalogiche) di un giudizio proprio e di una apposita sezione dedicata al feedback dei proprietari di ciascun modello. Qui siamo quasi di fronte ad una app per recensioni nautiche, ma su carta. Il che è molto innovativo…


Dal Brasile con furore: Carbrasmar 30 Express

I contingenti “bisticci” doganali tra USA ed il resto del mondo hanno coinvolto anche l’Europa, che non è rimasta a guardare. Come sempre accade, uno dei settori a maggior ragione più colpiti sono quelli voluttuari… Imbarcazioni in primis! Per importare una barca, nuova od usata essa sia, dagli Stati Uniti d’America, oggi costa il 25% in più. La notizia cattiva è che non si vede all’orizzonte una reale soluzione a questa guerra dei dazi. Questo, unitamente al cross EURUSD sfavorevole rispetto ai tempi d’oro (ricordo ancora quando importai il BabyMadeira con l’Euro a 1.59 sul Dollaro; oggi siamo a cavallo di 1.10) rendono ampiamente sfavorevole importare una imbarcazione dagli USA. Ragion per cui mi sono dedicato ad esplorare ciò che altri mercati eventualmente offrono in campo di fisherman. …E sono approdato in Brasile. Qui c’è un cantiere dall’esperienza ultracinquantennale in fatto di imbarcazioni, che ultimamente è stato scelto da un designer di eccezione di carene per fisherman, a nome Tom Fexas. In questo articolo vi presento l’express fisherman di ingresso: Carbrasmar 30 Partiamo dai freddi numeri, per farci un’idea di come la tradizione americana del fisherman abbia contaminato questo trenta piedi: Lunghezza f.t. (escluso plancetta)…………………………………………………………….9,96 m Lunghezza al galleggiamento………………………………………………………………….8,25 m Baglio massimo……………………………………………………………………………………..3,63 m Pescaggio………………………………………………………………………………………………0,98 m Dislocamento ………………………………………………………………………………………..7000 Kg Capacità carburante………………………………………………………………………………900 L. Capacità acqua dolce……………………………………………………………………………..200 L. Portata…………………………………………………………………………………………………8 persone Posti letto……………………………………………………………………………………………..3  Esteticamente il Carbrasmar 30 Express è allineato ai fisherman dei più blasonati cantieri del North Carolina. Flare molto pronunciato, coperta piatta e pulita, parabrezza dalle linee nette e filanti con grandi cristalli in vero vetro temperato e profilatura in solida lega di alluminio anodizzato e verniciata a polvere. La matita di Tom Fexas qui si esprime senza filtro alcuno, trasmettendo una sensazione di “freschezza” progettuale e di seaworthiness che pochi altri designer sanno conferire ad un progetto. Il pozzetto del Carbrasmar…