WORLD PREMIERE: RCAT 38 Kingfisher

Con questo articolo mi pregio presentare in anteprima mondiale un progetto di penna italiana, di manifattura orientale.

Riviera Boat Industrial Inv. Co. è un’azienda attiva nella produzione di imbarcazioni da diporto, da lavoro e di yachts da circa quarant’anni, con sede negli Emirati Arabi Uniti.

Stavolta il cantiere si accinge a presentare un fisherman con scafo a catamarano, che promette grandi numeri, in termini di performance comfort di bordo.

Il modello di cui oggi vi parlo è il

RCAT 38 KINGFISHER

Il cantiere ha avviato il progetto di questa imbarcazione con il preciso intento di ottenere una piattaforma fruibile per le varie esigenze dell’armatore. Infatti, il layout di coperta ed il suo armamento sono customizzabili per ogni singolo esemplare.

In più -ed è ciò che più ci interessa- è prevista una versione “sportfisherman”, con tanto di torre, vasche del pescato aggiuntive a pagliolo (fino a 6 gavoni coibentati con drenaggio fuoribordo) e due side doors con murata abbattibile, che di fatto creano, da un lato, una estensione del calpestio del pozzetto in larghezza; dall’altro, si avranno due ampi varchi per poter salpare o taggare le prede tenendo le lenze lontano dai fuoribordo che, giocoforza, per ragioni  di architettura dello scafo e di efficienza propulsiva, saranno ben distanti dalla sponda dello specchio di poppa.

Pozzetto ampio a dir poco. Il baglio di 4.11 metri è qui enfatizzato da murat basse e dalle due side doors che, abbattendosi, creano un area quadra degna di una pista da ballo.

Il pozzetto, tra l’altro, presenta un mezzanino con seduta orientata verso poppa, retaggio questo dei grandi sportfisherman di scuola americana, atto a consentire ad eventuali ospiti che non partecipino attivamente alle operazioni di pesca, di assistervi comodamente.

Ovviamente non manca una nutrita schiera di portacanne a falchetta orientati, così come i portacanne a riposo di tipo “rocket-launcher” all’estremità poppiera della palpebra del T-Top.

Inoltre, questo divano, che può accogliere comodamente quattro persone, può essere asservito ad un tavolo da posizionare sul calpestio del pozzetto stesso, per uso conviviale, utilizzo confortato dalla presenza della lunga palpebra che prolunga il tetto del t-top, per proteggere dal sole l’area stessa.

Guardandola sotto l’aspetto prettamente alieutico, proprio questa appendice si presta a critiche: personalmente preferirei che sia estesa per la metà della sua lunghezza, per consentire di armeggiare con canne e lenze senza timore di rovinarle, urtandovi. Comunque, essendo il cantiere incline alle customizzazioni, questa modifica può essere comunque richiesta in fase di ordine della barca.

I camminamenti laterali sono generosissimi in larghezza e, soprattutto, sono su un unico livello rispetto al pagliolo del pozzetto: ciò si traduce in grande sicurezza ed immediatezza di utilizzo anche con mare formato.

Il T-Top è, come già detto, molto generoso in estensione e protegge “realmente” dagli elementi skipper ed ospiti. La robustezza della sua costruzione è confortata dal fatto che il cantiere preveda, come opzione, l’installazione di una marlin tower su di esso, con ben quattro posti a sedere, outriggers e center rigger.

L’area prodiera è allestita per un utilizzo prettamente ricreativo, con un ampio divano a ferro di cavallo, che può essere completato da un tavolo da pranzo, all’occorrenza abbattibile per potervi ricavare, con l’ausilio di un set di cuscinerie, un prendisole a tutta larghezza. Ampi gavoni tecnici sono stati ricavati sui lati esterni del divano prodiero, per assicurare abbondante stivaggio di parabordi, dotazioni di bordo e quanto serva a bordo per una permanenza di più giorni.

L’area di comando è accogliente ed ospitale, assistita da tre poltrone ed un’ampia area destinata all’incasso dell’elettronica di bordo. Degna di nota la piattaforma sopraelevata, rispetto al calpestio di pozzetto e passavanti, utile per il conducente nella guida in piedi, agevolato in tal modo nella visibilità verso prua. Inoltre, tale “vantaggio” in altezza consente a chi sia al timone di gestire e posizionare l’imbarcazione durante le fasi di combattimento, senza avere intralci visivi verso poppa.

Sottocoperta questo catamarano offre, in un vano ricavato nella console, un letto matrimoniale degno di tale nome ed un locale bagno separato, con box doccia.

Quanto alle performance, la propulsione consigliata dal cantiere è di 2x425cv fuoribordo, con cui dovrebbero essere garantiti (il condizionale è d’obbligo quando si parla di anteprime) 40 nodi di crociera e 45 nodi di massima. La potenza di ingresso, tuttavia, è di 2x350cv, con i quali nei primi test non ufficiali la barca, scarica di carburante e di riserva di acqua dolce, ha raggiunto agevolmente i 49.5 mph di punta

La struttura della barca consentono, però di spingersi fino a 4x350cv, con i quali dovrebbero essere superati i 60 nodi di punta con disinvoltura, nonostante i 6.000 kg di dislocamento di questo barca che non è propriamente un “peso welter” della categoria.

Ecco le misure principali di questa barca, dai presupposti senz’altro interessanti:

Lunghezza f.t.: m 11,60
Larghezza: m 4,15
Dislocamento: 6.000kg ca.
Motorizzazione consigliata: 2x425cv Yamaha FB 4T
Motorizzazione massima: 4x350cv Suzuki/Yamaha FB 4T
Capacità carburante: 1.000 L
Capacità acqua dolce:  500 L

Il primo esemplare prodotto per l’Europa è in corso di approvazione CE, per cui nel giro di pochi mesi potremmo cominciare a veder navigare e provare nelle acque italiane questo cat dall’anima italo-araba.

Auguri al cantiere, con l’auspicio di poter testare personalmente il RCAT 38 Kingfisher a breve per voi.

PS: PER ULTERIORI INFORMAZIONI E PREZZI SCRIVERE A info@fishermanamericani.com.

Buona lettura e Buon Mare!

Benedetto Rutigliano

Autore di Fisherman Americani
Autore di“Le 11 buone ragioni per NON comprare una barca (ed una per farlo)”
Autore di“La Barca da Pesca Perfetta- Guida sintetica” eBook
Scrittore per la rivista Pesca in Mare
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