Il mercato dell’usato soffre di apatia
Noto con sempre maggiore rassegnazione che il mercato dei fisherman usati, per lo meno in ambito nazionale, è fermo al palo, langue di new entries, propone le solite quattro barche a prezzi via via sempre più rigonfi. Questa bolla dei prezzi, basata per lo più sulla convinzione che, essendoci poche alternative, la scelta della propria barca sarebbe, per l’interessato, quasi obbligata, è del tutto irrazionale dal momento che vi sono annunci fermi da 2-3 anni, che in alcuni casi vedono i prezzi addirittura salire. Questa lievitazione dei prezzi su barche “ferme” sul mercato viene interpretata come frutto di un miglior equipaggiamento che, nel tempo, l’armatore dedito implementi sulla propria barca, oppure per il semplice motivo che le “candidate” di categoria divengono sempre più rare. Molti fisherman usati motorizzati EFB restano sul mercato a prezzi molto accessibili, per via del noto pregiudizio degli italici verso i piedi poppieri; molte altre, motorizzate fuoribordo, presentano spesso prezzi fuori da ogni logica, complici rimotorizzazioni nei casi più giustificabili, e nemmeno quelle, negli altri. Ciò che irrigidisce il venditore nell’atto di cedere a più miti pretese è quasi sempre lo scarso valore odierno del denaro, inteso come mezzo per accedere ad una barca nuova o, magari, più nuova di quella che vorrebbe vendere. Tale mezzo è scarsamente efficace. E’ sempre più facile sentirsi rispondere con una domanda retorica del tipo: “E cosa compro con XX Euro?” La sensazione è che il divario tra il mercato dell’usato e quello del nuovo (o del più nuovo) stia diventando più incolmabile, per il ceto che popola la fascia dimensionale medio-piccola dei fisherman d’oltreoceano. Se un tempo non lontano era possibile acquistare un walkaround di 21 piedi con 50000 Euro, oggi nemmeno il doppio di tale cifra è sufficiente per ripetere ciò che fino a dieci anni or sono…









