Albemarle 242 C.C. : un piccolo fisherman con un grande carattere
Questo è l’articolo giusto per chi voglia un center console tutta sostanza, senza fronzoli e dove ogni componente, costruito per durare, accompagni la barca vita natural durante. Questo è l’articolo per chi voglia avere tra le mani un pezzo di progettazione navale e di tradizione nautica americana, senza dover necessariamente investire grosse somme di denaro. Se dovessi paragonare la barca in oggetto ad un’auto egualmente longeva e ben fatta, mi verrebbe di compararla ad una Mercedes-Benz W124. Naturalmente, questo non significa che qui, come in ogni progetto di umana concezione, non vi sia la minima ombra di difetti o di dettagli perfezionabili. Significa invece che, nel bilancio dei pro e dei contro, nel caso di questa barca il risultato è incontestabilmente positivo. E questa è già un’ottima base di partenza… Analizzandola da prua a poppa, nell’ordine possiamo evidenziare le seguenti peculiarità: I cuscini per le ginocchia percorrono l’intero perimetro interno dell’area calpestabile, sono costruiti con vinile solido con cuciture sicure e scevre da strappi anche dopo molti anni di mare; Le battagliole, di rara robustezza, sono saldate in un unico pezzo e non assemblate con raccordi e tubolari a settori; inoltre, tutte le piastre di bordo sono fissate con controdadi di fissaggio e piastre resinate al supporto in vetroresina, per un manufatto praticamente MONOLITICO; Il calpestio è quasi completamente piatto, a tutto vantaggio della percorribilità in fasi delicate come in combattimento con grosse prede; Le falchette sono ampie e rifinite in antisdrucciolo diamantato molto efficace; Il pozzetto, compatibilmente con le esigenze di layout imposte dalla motorizzazione entrobordo jackshaft, è ampio e razionalmente concepito. Le vasche del vivo e del pescato sono molto ben fatte e capienti: in particolare, le gavonature di prua e quelle ricavate nello specchio di poppa trovano pochi rivali in center console concorrenti di pari cabotaggio, in…






