Robalo R302: il pezzo forte è sott’acqua

In molti conosciamo questo storico marchio di fisherman americani, attivo da oltre cinquant’anni nella produzione di barche da pesca dalle caratteristiche tecniche di pregio.

Dal momento in cui il marchio è passato sotto l’egida Chaparral le linee dei suoi scafi hanno subito un aggiornamento ai canoni estetici più moderni, a cominciare da estrema poppa, dove ogni modello è dotato del caratteristico cd “eurotransom” in luogo della poppa aperta od occasionalmente del bracket, soluzioni adottate ab origine sui primi modelli Robalo.

La coperta è progettata per conciliare le esigenze alieutiche e quelle diportistiche. Nessun estremismo né da un lato, né dall’altro, a beneficio di tutti.

In questo articolo parlo del Robalo R302, un center console generoso sia in dimensioni che in equipaggiamento, adatto alla pesca sportiva ma ben adattabile alla crociera giornaliera estiva con la famiglia.

Il Robalo R302 spicca per l’aspetto armonioso ma robusto delle raccordature tra console e coperta, per la presenza non eccessivamente accentuata ma comunque evidente del cavallino rovescio, da sempre elemento distintivo del fisherman d’oltreoceano, nonché di una seduta di guida ampia ed ambivalente: dalla parte opposta, infatti, è possibile attrezzarla opzionalmente come bait-prep station, ma il suo design standard prevede un divano mezzanino che può essere utilizzato come seduta conviviale, disponendo un tavolo in pozzetto, in quanto tale seduta è perfettamente contrapposta alla panca poppiera abbattibile.

La side door, in ausilio alla tuna door, è prmai un equipaggiamento imprescindibile sui center console di dimensioni medio-grandi, in quanto aumenta il comfort nell’imbarco/sbarco di persone e cose in caso di ormeggio alla francese, nonché la flessibilità nell’utilizzo per il diving.

La zona prodiera potrebbe essere  scambiata con quella di un dual console, se solo l’osservatore non si voltasse a guardare verso poppa: un grande divano ad U è incastonato nella stampata di prora, celando vani di stivaggio per canne ed attrezzature da far invidia ad una barca ben più grande.

I cuscini per le ginocchia (bolsters) si sviluppano lungo l’intero perimetro interno, per cui anche sporgersi verso il gavone portacatene in fase di ancoraggio non comporta di dover appoggiare il torace su superfici dure.

Non solo: un set di cuscinerie completa la zona a formare una grande superficie prendisole:

Fattore secondario su un center console piccolo, ma su una barca che sfiora i nove metri di lunghezza fuori tutto un ricovero sottocoperta, da utilizzare come giaciglio per cambiarsi, per depositare attrezzature altrimenti destinate all’andirivieni ad ogni battuta di pesca, o semplicemente come locale toilette, diventa invece importante: nella console c’è un vano a VERA altezza d’uomo, abbastanza ampio per tutto quanto appena scritto:

Sul fronte delle prestazioni, la barca a mio parere si muoverebbe dignitosamente anche con due quattro tempi da 250cv ciascuno, ma la casa madre fornisce questo modello solo in package con una coppia di 300cv V8 Yamaha -nonostante lo scafo sia omologato per 700cv-

Le prestazioni sono in linea con i migliori scafi concorrenti, ma i consumi sono davvero pregevoli se rapportati alla stazza del mezzo.

La carena dal design brevettato Hydro-Lift entra in planata in 4 secondi a pieno carico (ricordiamo che la riserva di carburante è di ben 1136 litri e quella di acqua dolce di 120), la sua velocità di crociera economica si attesta su circa ventisette nodi a 3500 giri/min. La velocità di punta segna 48 nodi a 6150 giri/min ed, udite udite, a questa velocità il consumo si attesta ancora in 0,9 miglia per gallone. Un risultato eccezionale per una barca larga 3.20m e pesante più di 5 tonnellate a pieno carico, sebbene in assoluto possa sembrare non così “economico”.

Il design della carena Hydro-Lift è definibile come “multi-deadrise”: idealmente sarebbe come impilare tre scafi con differenti angoli di diedro sulla stessa chiglia.

Il risultato sono pattini longitudinali incassati anziché sporgenti, il che riduce la resistenza dell’acqua deflessa, nonché la superficie effettivamente bagnata sin da poco dopo la planata. Questo consente di conservare un angolo di uscita poppiero di ben 21° senza però avere lo svantaggio, in termini di consumi ed efficienza, tipico delle V profonde tradizionali.

Sul mercato dell’usato europeo ed USA è possibile reperire ottime occasioni su questo modello di barca, che ha letteralmente spopolato negli States. Una ragione ci sarà, considerando che gli americani hanno fiuto per i fisherman ben fatti!

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Benedetto Rutigliano
Perito Nautico, iscrizione n.1502 al Ruolo dei Periti ed Esperti Nautici della CCIAA di Bari

Autore di Fisherman Americani (anche eBook)
Autore di “Le 11 buone ragioni per NON comprare una barca (ed una per farlo)”
Autore di “La Barca da Pesca Perfetta- Guida sintetica” eBook
Scrittore per la rivista Pesca in Mare
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