La perizia nautica: sicurezza per chi acquista, esperienza per il perito

La perizia aiuta l’acquirente ad esser certo di ciò che sta acquistando e della nota spese che lo attende quando la barca sarà stata portata “a casa”. Ma la perizia è anche una insostituibile esperienza per il perito, che si confronta con metodi costruttivi, di implementazione impiantistica e di tenuta al tempo, di barche talvolta particolari, come questo Grady White 268 Islander di cui alla foto di copertina.

Una barca concepita da Grady White per ottenere il massimo spazio e la migliore navigabilità entro i limiti della carrellabilità, unitamente a una flessibilità propulsiva rara: questo modello naviga bene già con un singolo motore da 250 cavalli, ma all’occorrenza può accoglierne fino a 450, per performance davvero superiori alla media di walkaround di pari dimensioni, proprio per via del baglio contenuto in m 2,59, a fronte di una lunghezza f.t. di 8,23 m.

Si tratta di un modello mediamente longevo a catalogo Grady-White: il 268 Islander, infatti, è nato nel 1995 come prolungamento del 248 Voyager, e la sua produzione si è protratta fino al 2005, se consideriamo anche il suo restyling, che ha visto anche una nuova denominazione (270 Islander), oltre ad alcuni cambiamenti estetici, come la sostituzione delle finestrature laterali della cabina con oblò ad ellissoide, l’eliminazione delle finestrature prodiere ed il passo d’uomo vetrato, anziché cieco come sul 268; la plancia rivista con il riposizionamento degli strumenti motore e la rivisitazione di altre rifiniture.

La prova in mare è stata la riprova che il Sea-V2 di Grady White è una ricetta ognimare, estremamente asciutta sull’onda e letteralmente aggrappata all’acqua come se fosse su rotaie, anche in piena virata a velocità sostenuta, senza mostrare il minimo cenno di cavitazione dei motori. La peculiarità forse vincente di questa accoppiata barca-motori è la velocità minima di planata, che si è attestata sui 12 nodi, non un risultato facile da ottenere per le barche fuoribordo.

Questo denota l’equilibrio generale del progetto e l’estrema efficienza delle linee d’acqua, che garantiscono assetto neutro e portanza anche ad andature così basse, consentendo lunghe navigazioni con mare agitato senza dover rientrare in dislocamento, soluzione mal digerita da molte carene plananti.

È proprio in casi come questo che la perizia nautica rivela tutto il suo valore: non solo uno strumento di tutela per l’acquirente, ma anche un momento di approfondimento tecnico che permette di comprendere davvero la qualità di una barca, la logica del suo progetto e la sua reale capacità di affrontare il tempo e il mare. Per chi acquista è una garanzia; per chi la esegue, ogni volta, è un’occasione di conoscenza in più.

Buon mare,

Benedetto Rutigliano
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Autore di Fisherman Americani 
Autore di Barche da pesca di ieri e di oggi
Autore di “Le 11 buone ragioni per NON comprare una barca (ed una per farlo)”
Autore di “La Barca da Pesca Perfetta- Guida sintetica” eBook
Scrittore per la rivista Pesca in Mare
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