Barca su carrello o su taccate: ci sono rischi?

Il bello di avere una barca carrellabile è quello di poterla trasportare con relativa facilità su strada, magari per portarla al seguito quando si va in ferie. Il tutto, senza avere la complicazione di disporre di una scorta per il rimorchio, con conseguenti lungaggini burocratiche e conseguenze economiche nell’organizzazione del trasporto.

Tuttavia, l’azione del trasporto di uno scafo su di un carrello stradale pone potenziali e spesso sconosciuti rischi strutturali, che poi possono ripercuotersi sulla sicurezza in mare e sulle performance della barca stessa.

Per carrellare una barca è opportuno conoscere bene il suo “stringer system”, cioè il reticolo di rinforzi interni allo scafo, composto di longheronimadieri e relative fazzolettature, che rendono alcune zone dello stesso più resistenti a forze pressorie di rulli e supporti, soprattutto quando, durante il trasferimento, la barca sarà sottoposta alle sollecitazioni conseguenti alle irregolarità ed asperità del manto stradale.

In più, è fondamentale che il carrello sia dimensionato adeguatamente rispetto alla lunghezza dello scafo poiché, se gli sbalzi rispetto all’ultimo punto di appoggio del carrello a contatto con la carena sono eccessivi, potrebbero verificarsi addirittura deformazioni dei piani di carena!

Quanto sopra detto può verificarsi anche sulle imbarcazioni invernate in secca su taccate, e la probabilità di deformazione (cd. hull hooking) sale quanto più tempo lo scafo stazionerà sulle taccate stesse.

Prima di lasciare la barca in secca per mesi è essenziale sapere dove posizionare i punti di appoggio alla carena.

Solitamente l’hull hook è irreversibile, se non con interventi spesso molto invasivi ed onerosi tesi a tentare di riconferire ai piani di carena la sua forma originaria. L’effetto più evidente dell’ hull hooking è un assetto deviato (in senso trasversale o longitudinale) che si accentua all’aumentare della velocità.

Per tale motivo, prima di acquistare una barca usata è necessario acquisire quante più informazioni possibile in merito alla sua storia pregressa.

Le conseguenze di trasporti errati o spericolati su carrello o di mesi di stazionamento in secca su taccate mal posizionate sono spesso INVISIBILI, ma appaiono come spettri quando la barca viene provata e questa rivela un comportamento non sincero o comunque prevedibile.

 

La sequenza di operazioni e verifiche che è necessario eseguire prima di avventurarsi nell’acquisto dell’usato è nutrita e varia da barca a barca molto spesso. A tal riguardo, ti invito a leggere qualcosa in merito al Fisherman’s Report, il servizio che ho progettato per risolvere tutti i dubbi, fugare ogni rischio insito nell’acquisto di una barca usata.

Se vuoi cogliere due piccioni con una fava, leggi Fisherman Americani: nel suo costo, infatti, è inclusa una consulenza telefonica.

PS: Ricordati di seguire i miei podcast su Spotify!

Buon Mare ed a presto,

Dr. Benedetto Rutigliano
Autore di Fisherman Americani
Autore di“Le 11 buone ragioni per NON comprare una barca (ed una per farlo)”
Autore di“La Barca da Pesca Perfetta- Guida sintetica” eBook
Scrittore per la rivista Pesca in Mare
FISHERMANAMERICANI Podcast (su Spotify ed iTunes)

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