“Un vero fisherman non è se la torre non c’è” -Quanto è bella.. ma quanto ti costa?

Uno dei segni distintivi del fisherman americano nell’immaginario di qualunque diportista pescasportivo è senza ombra di dubbio quella svettante struttura a traliccio metallico chiamata tuna tower o marlin tower, in base a quanti livelli di sopraelevazione essa preveda (differenze analizzate nel libro “Fisherman Americani”, acquistabile cliccando QUI).
Nata originariamente sulle barche per la pesca professionale ai grandi rostrati e pelagici, come struttura che permettesse di supportare una postazione di avvistamento sopraelevata e consentisse all’equipaggio di raggiungerla, è stata negli anni ristilizzata ed adattata alle barche da diporto, costituendone un’inconfondibile icona estetica e funzionale.

Release Marine 46 equipaggiato con tuna tower e buggy top in vetroresina

Oggigiorno, sulle barche per la pesca sportiva, si sceglie l’opzione della “torre” per lo più per vezzo estetico ed a mo’ di status symbol, facendone un reale utilizzo nelle uscite in altura con la stessa frequenza con la quale indossiamo l’orologio a cipolla…

In verità, come è vero che alcune carene oceaniche mal si adattano al moto ondoso tipico di alcuni dei mari che bagnano la nostra nella penisola, è altresì opportuno specificare che

una tuna tower, soprattutto su una barca dal baglio limitato e dal peso modesto, può rendere problematico l’utilizzo della barca stessa in determinate condizioni di moto ondoso.

A tal riguardo occorre osservare quanto segue:
  1. la struttura di una torre, per quanto leggere siano le leghe metalliche impiegate per la sua costruzione , ha un peso non trascurabile;
  2. conseguenza diretta ne è l’innalzamento del baricentro, che innesca inevitabilmente reazioni più accentuate con moto ondoso al traverso;
  3. non tutte le barche, peraltro, “sopportano” la presenza della torre
    a. per via dell’angolo di inclinazione degli assi di trasmissione;
    b. per via della posizione avanzata della zona guida, che porta la torre stessa a gravare in maniera tale da modificare l’assetto idrodinamico delle eliche in rotazione;
  4. i consumi ne risentiranno nell’ordine di un incremento di circa il 7-10%, ma anche di più con determinate combinazioni scafo-motorizzazione, a causa della diminuita velocità di crociera a parità di regime di rotazione dei motori.

Non a caso, infatti, vedrete molte più barche entrobordo equipaggiate con torre, rispetto a quante ne vedrete motorizzate fuoribordo.

Chi conosce una barca di diversi anni or sono (il Mako 333 Attack*), ricorderà anche lo “strano” posizionamento di console di guida e torre: entrambe arretrate rispetto alla tuga, quasi nel mezzo dell’enorme pozzetto. Il posizionamento apparentemente insolito non è un errore progettuale, ma una necessità, per conferire a quello scafo, con quella motorizzazione e layout (è pur sempre un cuddy console, con tutto quanto ne consegue in termini di aggravio di pesi a prua per la presenza della cabina) una navigazione confortevole e sicura anche in presenza di una pesante sovrastruttura come la marlin tower.
*N.b.: su tale modello non era prevista la tuna tower nemmeno come optional, per via del baglio contenuto e della trasmissione fuoribordo. Leggi sotto…

Mako 333 Attack con marlin tower
Ora un breve quesito:

Quante grandi barche motorizzate fuoribordo avete visto, equipaggiate con una full tuna tower
(una di quelle a tre livelli, per intenderci):

MOLTO POCHE

La rarità del connubio tra tuna towers e barche fuoribordo è dovuta non solo all’impiego tendenzialmente giornaliero di questi veloci scafi rispetto ai grandi express e convertibles in linea d’asse (nonostante negli ultimi tempi le autonomie dei grossi scafi fuoribordo stanno livellandosi a quelle delle sorelle entrobordo diesel), ma anche e soprattutto alla particolare sensibilità delle trasmissioni fuoribordo al cambiamento di “durezza” delle acque, convogliate e compresse dalla carena in navigazione.
Sollevare anche di due soli gradi lo specchio di poppa a causa dell’aggravio di peso verso prora (come avviene in presenza della tuna tower) può significare inficiare considerevolmente le prestazioni di quelle eliche che, per loro concezione, lavorano poco sotto il pelo dell’acqua, soprattutto con mare formato o mosso, quando l’utilizzo dei flaps è necessario e questa azione tende a provocare un ulteriore “alleggerimento” dell’assetto a poppa.
Tornando alle ragioni del titolo del presente articolo,

siete certi di poter percorrere una scala a pioli, spesso di forma dannatamente estetica ma poco funzionale, con una inclinazione di 5º o 6º rispetto alla verticale? Magari con mare formato?

Oppure, ammettendo pure che ci siate saliti facilmente con mare calmo ad inizio della battuta di pesca, riuscireste a scendere a cuor leggero da quella stazione di guida posta a cinque o sei metri di altezza, ripercorrendo gli stessi pioli di cui sopra, se nel frattempo il greco levante ha cominciato a far dondolare il vostro bel fisherman come un’aragostiera a largo delle acque di Long Island?

L’arduo ruolo dello skipper sulla tuna tower in condizioni di mare avverso

Suggestionismi a parte, una tuna tower è uno strumento che potenzialmente ha senz’altro la sua utilità, ma che spesso è disegnato e realizzato per rispettare dettami estetici, più che funzionali. Sui grandi convertibles c’è spazio a sufficienza per ottenere una inclinazione più sicura delle scalette di risalita, grazie alla lunghezza del ponte di guida, ma su barche fini a trentacinque piedi, esse saranno in massima parte ripide e strette.

Motivo per cui consiglio vivamente di limitarsi ad un solido hard top o al limite ad una marlin tower, su barche fino a tale lunghezza.

Un ultima riflessione dedico al capitolo manutenzione. La torre, così come il semplice hard top ed ogni parte metallica di bordo, richiede:
  • cure assidue, pulizia e detersione con prodotti dedicati per prevenire e combattere le infiorescenze di ossido e corrosione;
  • la verifica periodica dei collegamenti a massa per evitare complicazioni dovute alle correnti galvaniche;
  • la verifica dei cablaggi elettrici e degli eventuali comandi supplementari che corrono all’interno dei tubolari;
  • la manutenzione del “buggy top”, ove presente: il “tettuccio” all’estrema sommità della torre, generalmente in vetroresina, che protegge lo skipper alla guida. Questo con gli anni può danneggiarsi ed assorbire acqua, che può appesantire la barca, oltreché costituire un pericoloso macigno che incombe sul pozzetto, lassù a diversi metri di altezza.

In definitiva la tuna tower, così come i divergenti, sono “arnesi” che ogni pescasportivo sogna di avere sul proprio fisherman, ma è consigliabile sognare con i piedi per terra, sapendo cosa aspettarsi in cambio di una “licenza alieutica” così costosa, all’atto dell’ordine della nuova barca, che chiunque di noi sogna di completarla con accessori di indubbio impatto estetico, ma non scevri da possibili conseguenze su prestazioni, consumi, fruibilità e manutenzione.

Tutti questi fattori, che indubbiamente incidono sul grado di impegno, soprattutto economico, che una imbarcazione equipaggiata con hard top, marlin tower o tuna tower richiede, sono accuratamente analizzati nei miei Fisherman’s Report, consulenze scritte che analizzano in ogni minimo dettaglio i punti sensibili della barca di Vostro interesse.
Grazie al Fisherman’s Report:
– sarete in grado di quantificare l’ammontare delle spese per ripristini ed interventi di manutenzione che la barca da Voi acquistata richiederà, oltre al prezzo pagato per comprarla;
tale servizio serve PRIMA DELL’ACQUISTO, per valutarne la bontà economica,
– ma si rivelerà anche uno strumento di contrattazione in sede di trattativa con il venditore, poichè a fine Report sarà redatta una valutazione tecnico-economica della barca specifica.

Il Fisherman’s Report è stato studiato proprio sulla scorta della mia esperienza passata in fatto di barche, che mi ha posto davanti all’amara constatazione che, molto spesso, il prezzo di acquisto della barca non è che un aspetto marginale, la punta dell’iceberg costituito dalla somme di spese alle quali il diportista sarà costretto a far fronte per rendere la barca utilizzabile, se questi farà un

ACQUISTO AVVENTATO E SBAGLIATO.

Per ricevere un preventivo del Fisherman’s Report per la barca di Vostro interesse è sufficiente compilare il FORM DI CONTATTO. Sarete contattati quanto prima dal Dr Rutigliano per una consulenza gratuita, preliminare alla redazione del F.R.
Buon mare e saggia scelta!
Benedetto

Be the first to comment on "“Un vero fisherman non è se la torre non c’è” -Quanto è bella.. ma quanto ti costa?"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*